Novità 2019!

Vacanza studio INPSieme a Pechino

Con l’Istituto di Lingua Cinese

La lingua, la cultura, la storia ed il battito giovanile della nuova Cina!

Per studenti della Scuola secondaria di secondo grado

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Pechino – La Capitale dell’Antica e della Nuova Cina!

 

La Capitale della Repubblica Popolare Cinese con i suoi circa 20 milioni di abitanti è la Capitale di Stato più popolata al mondo, e la seconda città del mondo per popolazione. Il suo nome vuol dire “Capitale del Nord” che nei secoli si è contrapposta alla “Capitale del Sud” Nanchino e alla “Capitale Centrale” Zhongdu.

Leggi la storia della città

Nei pressi di Pechino sono stati rinvenuti resti di Città risalenti al I millennio a.C. La capitale dello Stato di Yan venne, infatti, fondata a Ji, vicino alla moderna Pechino. Durante la dinastia Tang e la dinastia Song l’area attuale di Pechino fu solamente occupata da piccoli villaggi.

Le forze mongole rasero al suolo Zhongdu nel 1215. Nel 1267 edificarono Dadu, la loro “grande capitale” anche conosciuta con il nome di Khanbaliq, “la Città del Khan”: è considerata come l’effettivo nucleo originario di Pechino e venne indicata da Marco Polo con il nome di Cambaluc. Nel 1403 Yongle, terzo imperatore Ming, rinominò la città Beijing. È durante questo periodo che Pechino assunse la forma attuale con mura di cinta che oggi corrispondono al secondo raccordo anulare.

La Città Proibita fu eretta dal 1406 al 1420, seguita dal Tempio del Paradiso nel 1420 e altri progetti di riqualificazione urbana. L’attuale Piazza Tienanmen, simbolo della Repubblica Popolare Cinese, risale, invece, al 1651.

Pechino fu anche la capitale dell’Impero Mancese della Dinastia Qing. Negli ultimi cento anni della dinastia Mancese, Pechino venne più volte invasa. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica di Cina. Nel 1928 il Kuomintang, “Partito Nazionalista Cinese”, a seguito della vittoria nella Spedizione del Nord contro i signori della guerra e la conquista della città, decise di stabilire a Nanchino la Capitale della Repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della seconda guerra mondiale nel 1945.

Il 31 gennaio 1949, durante la Guerra civile cinese, le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1º ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale. Dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese a oggi la città si è sviluppata oltre il secondo raccordo anulare: le vecchie mura sono state abbattute per ampliare i grandi viali centrali e costruire la linea circolare della metropolitana.

Tutto ciò si interruppe nel 1966, con l’avvio della rivoluzione culturale. Le riforme economiche di Deng Xiaoping, a partire dal 1976 in poi, hanno contribuito all’ulteriore crescita del territorio cittadino. Il centro della Città è stato il fulcro della protesta di Piazza Tienanmen nel 1989. Pechino ha ospitato la XXIX Olimpiade nel 2008 e sarà sede di quelle invernali nel 2022.

I cittadini di Pechino parlano il Dialetto di Pechino che appartiene al ceppo Mandarino del cinese parlato; esso è la base del cinese standard usato nella Repubblica Popolare Cinese, nella Repubblica di Taiwan e a Singapore. Al di fuori della città si parlano dialetti vicini ai dialetti dell’Hebei.

L’Opera di Pechino è conosciuta in tutto il Paese e anche all’estero. Viene da molti considerata come una delle componenti fondamentali della cultura cinese. L’opera viene rappresentata grazie a una combinazione di canti, recitazione, gesti, lotte e acrobazie codificate.

Il siheyuan è un tradizionale stile architettonico di Pechino. Un edificio siheyuan è una costruzione quadrata dotata di cortile interno sul quale si affacciano le stanze della casa. Il cortile solitamente ospita un giardino con piante, fiori e acquari. Le abitazioni siheyuan sono disposte lungo vicoli, hutong, alcuni dei quali sono molto stretti consentendo il passaggio di pochi passanti. I vicoli hutong stanno rapidamente sparendo per lasciare il posto a moderni edifici e grattacieli. Alcuni hutong di particolare interesse architettonico sono, però, oggi oggetto di attenzione da parte del governo.

La cucina tipica di Pechino è la cucina mandarina. L’anatra alla pechinese è il piatto più conosciuto di questa cultura gastronomica. Il Manhan Quanxi è un tradizionale banchetto che risale all’epoca della dinastia Qing: costoso e prestigioso, è tuttora apprezzato. A Pechino è facile trovare “sale da tè” che servono le molte varietà di tè cinese.

Nella città si trova anche il Tempio della Nuvola Bianca, luogo di culto principale del taoismo quanzhen e sede centrale della Chiesa taoista cinese, un’istituzione religiosa che amministra e gestisce le attività legate al taoismo in tutta la Cina. Il tempio fu inizialmente costruito nell’VIII secolo e ospitò immediatamente una grande statua di Laozi la quale si salvò dall’incendio del 1202 che distrusse il tempio. Fu ricostruito soltanto nel 1224 su ordine di Gengis Khan e fu riconsacrato con il nuovo nome di “Nuvola Bianca”.

A Pechino ha sede anche la più grande biblioteca asiatica, la Biblioteca nazionale della Cina, fondata durante la dinastia Qing, che conta circa 23 milioni di volumi.

I principali musei di Pechino sono il Museo nazionale della Cina e il Museo della Capitale.

Escursioni incluse

Il programma di attività ricreative è ricchissimo e ha al suo centro la socializzazione e l’approfondimento della conoscenza della cultura, della storia e della lingua cinese.

Tantissime le escursioni già incluse nel programma delle attività.

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Il Tempio del Cielo.

Il Tempio del Cielo è un complesso di edifici templari che si trova nella parte meridionale di Pechino, nel distretto di Xuanwu. Il tempio era usato per il culto officiato dall’imperatore al “Cielo”, la divinità suprema della religione tradizionale cinese, il quale teneva cerimonie di sacrificio per invocare la tempestività di vento e pioggia e la pace sotto il Cielo. Inoltre l’imperatore della Cina era chiamato “figlio del Cielo”, governando in questa veste il popolo e il paese. Dagli anni 2000 è di nuovo usato per sacrifici annuali al Cielo praticati dai confuciani.

La costruzione del tempio iniziò nel 1420 e venne successivamente visitato da tutti gli imperatori delle dinastie Ming e Qing. Il complesso si estende su di un’area di 2,73 chilometri quadrati e comprende tre gruppi principali di costruzioni: l’Altare Circolare, il Tempio del Dio dell’Universo e la Sala delle Preghiere per il Buon Raccolto.

Nel 1998 il Tempio del Cielo è stato inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Mondiale (UNESCO).

La Città Proibita.

La Città Proibita fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing. Esso si trova nel centro di Pechino, la capitale cinese. Per quasi 500 anni, è stata la residenza degli imperatori e delle loro famiglie, così come pure un centro cerimoniale e politico del governo cinese.

Costruita tra il 1406 e il 1420, il complesso è composto di 980 edifici divisi in 8.707 camere e copre 720.000 m² che ne fa “il più grande palazzo del mondo”. Il complesso del palazzo esemplifica la sontuosa architettura tradizionale cinese, e ha influenzato gli sviluppi culturali e architettonici dell’Asia orientale.

Nel 1987 la Città Proibita è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO che la riconosce come la più grande collezione di antiche strutture in legno che si sia conservata fino ai giorni nostri.

L’aggettivo “Proibita” deriva dal fatto che, a parte i membri della casa imperiale, nessuno vi poteva entrare senza l’esplicito permesso dell’Imperatore.

La costruzione della Città Proibita ebbe inizio nel 1406 e durò 14 anni, impiegando (secondo alcune stime) più di un milione di uomini. Fra il 1420, anno del completamento, e il 1644, la Città Proibita fu la sede della Dinastia Ming fino a quando venne invasa durante la rivolta contadina guidata da Li Zicheng che fu proclamato imperatore della dinastia Shun. In seguito, i Manciù raggiunsero la supremazia nel nord della Cina e una cerimonia svoltasi presso la Città Proibita annunciò la dinastia Qing.

Nel 1860 l’esercito britannico penetrò nella Città Proibita e la occupò. Dopo essere stata la residenza di 24 imperatori, nel 1912 la Città Proibita cessò di essere il centro del potere politico cinese, con l’abdicazione del giovane imperatore Pu Yi. Egli ottenne però di poter continuare a vivere nella “parte interna” della Città Proibita con la sua famiglia, mentre la “parte esterna”. Pu Yi restò nella Città Proibita fino al 1924, quando Feng Yuxiang prese il controllo di Pechino con un colpo di Stato, espellendo l’ex imperatore.

Dal 1925, la Città Proibita è diventata un museo, la cui vasta collezione di opere d’arte e manufatti è stata realizzata grazie alle collezioni imperiali. Nel 1947, però, molti manufatti furono trasportati sull’Isola di Taiwan e ora sono il cuore del “Museo Nazionale del Palazzo” di Taipei.

Dopo la costituzione, avvenuta nel 1949, della Repubblica Popolare Cinese, la Città Proibita ha subito alcuni danni per colpa del clima rivoluzionario che ha travolto il Paese. Attualmente si sta realizzando un progetto di restauro per riparare e ripristinare tutti gli edifici della Città Proibita al loro stato precedente al 1912.

 

Hutong
Gli Hutong sono strette strade o vicoli formati da file di siheyuan, le tradizionali abitazioni a corte. Molti quartieri sono formati dall’unione di più siheyuan tra di loro a formare un Hutong.
Gli imperatori cinesi pianificarono lo sviluppo della città di Pechino e posizionarono le aree residenziali secondo l’etichetta stabilita dalla Dinastia Zhou (1027 – 256 a.C.). Al centro si trovava la Città Proibita, circondata in cerchi concentrici dalla Città Interna e dalla Città Esterna. Ai cittadini di più alto ceto sociale era permesso vivere più vicino al centro dei cerchi.

Gli aristocratici vivevano ad est e a ovest del palazzo imperiale, in eleganti siheyuan, decorate e spaziose, spesso circondate da cortili e giardini, che delimitavano Hutong ariosi ed ordinati. Più lontano dal palazzo, a nord e a sud, si trovavano le persone comuni, artigiani e mercanti. Le loro siheyuan erano più piccole, più spoglie e servite da Hutong di ridotte dimensioni.

Storicamente, Hutong era anche il più basso livello della suddivisione amministrativa delle città cinesi.

All’inizio del XX secolo, con la caduta della dinastia Qing e il crollo dell’impero cinese, anche il tradizionale sviluppo degli Hutong venne meno e alla precedente struttura ordinata e rigorosa iniziò ad aggiungersene una completamente casuale e disordinata. Sparì anche la stratificazione sociale, mostrando il collasso del sistema feudale.

Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, nel 1949, la maggior parte dei vecchi Hutong scomparve, rimpiazzata dalle ampie strade della Pechino odierna. Tuttavia, molti degli antichi Hutong sopravvivono, e un certo numero sono stati dichiarati protetti e sono decisamente ben conservati.

Il Parco di Chaoyang

La costruzione del Parco di Chaoyang inizio nel 1984 ed è diventato il più grande Parco di Pechino. Esso copre una superficie di 290 ettari con inoltre una superficie di acque per 70 ettari. La maggior parte della superficie è coperta da spazi verdi.

È dotato di giardini fioriti, luna park con giostre, tra cui montagne russe, aree paesaggistiche e diverse grandi piscine. Biciclette e barche possono anche essere noleggiate in varie località del parco.

 

Il tratto Mutianyu della Grande Muraglia

Mutianyu è un tratto della Grande Muraglia Cinese a 70 km a nord-est di Pechino. Una delle sezioni meglio conservate del monumento, Mutianyu aveva la funzione specifica di proteggere la capitale e le tombe imperiali.

Costruita in origine a metà del VI secolo durante la dinastia Qi, la dinastia Ming iniziò la costruzione della Muraglia attuale, sulle fondamenta della precedente. Nel 1404 vi venne costruito un passo, mentre una parte venne ricostruita nel 1569, per la maggior parte conservata fino ad oggi. La sezione Mutianyu è quella di dimensioni e qualità maggiore di tutta la Grande Muraglia.

Costruita per lo più in granito, la muraglia è alta 7-8 metri e larga in alto 4-5 metri. Se confrontata con altre sezioni della Grande Muraglia, possiede caratteristiche uniche:

In corrispondenza del passo Mutianyu vi sono tre torri di avvistamento, una più grande al centro e due minori ai lati, collegate all’interno. L’area in cui si trova questa sezione è circondata da foreste e ruscelli.

Accanto alla Muraglia si trova il villaggio di Mutianyu, visto come modello dal governo cinese per la rinascita della sua economia oggi basata sul turismo e sulle industrie vetrarie.

 

Il Museo della Capitale

Il Museo della Capitale fu inaugurato nel 1981, ed è stato spostato nel 2006 nell’attuale edificio progettato dagli architetti Jean-Marie Duthilleul e Cui Kai. Con una superficie di 63.000 m2, nel 2009, era il più grande museo di storia dell’arte cinese del Paese.

Nell’ala destra, al primo piano: un percorso cronologico sull’area pechinese dal neolitico ai giorni nostri.

Al secondo piano: utilizzando plastici, modelli e piante della Città, viene indagato, passo dopo passo, l’ambiente, il quartiere e la casa che vengono studiati nelle loro strutture e nei materiali componenti.

Nell’ala sinistra, al primo piano: sale circolari raccolgono oggetti dell’arte chinois tipica prodotta a Pechino, insieme ai classici sanshui (Montagne ed acqua) dalla Dinastia Tang fino alla Dinastia Qing.

Al secondo piano: la stesso tematica continua con notevoli esempi di calligrafie antiche.

Al terzo piano: i bronzi Shang e Zhou.

Il quarto piano ha una superba collezione di giade lavorate.

Il quinto piano raccoglie i quattro tesori del letterato, i materiali che venivano usati dai calligrafi, spesso funzionari imperiali e, a volte, anche pittori.

Il Lago Houhai

Il Lago Houhai è un lago di Pechino e del distretto che lo circonda. In anni recenti l’area è diventata nota per la vita notturna e per la selezione di bar, ristoranti e caffè alla moda che ospita.

Geograficamente Houhai è situato dietro a Beihai (il parco più grande di Pechino, che contiene anche un lago) ed è circondato dagli Hutong, sebbene non sia considerato esso stesso uno Hutong.

L’ex-residenza di Soong Ching-ling e il palazzo del Principe Gong sono situati nell’area di Houhai.

 

Il Parco del Tempio del Cielo

Si veda la descrizione a proposito del Tempio del Cielo.

Il Distretto dell’Arte Contemporanea 798

Erano fabbriche di armi, esplosivi e materiale bellico costruite con l’aiuto della Germania dell’Est. Oggi si passeggia tra allegri vialetti alberati zeppi di gallerie d’arte e negozi di tendenza. Sorge in una vasta area di fabbriche dismesse la Pechino che non ti aspetti e che non si può perdere, alla pari del Tempio del Cielo o della Città Proibita.

Il quartiere a più alta concentrazione di espressione artistica contemporanea si chiama ‘Dà Shanzi‘, o per gli occidentali ‘798 Art District‘ (dal nome dell’antico distretto 798), e offre una panoramica dei fermenti della Pechino che cambia volto a velocità inimmaginabile per i tempi della Vecchia Europa.

Il recupero delle ex fabbriche è rispettoso ed originale, adattissimo ad accogliere istallazioni multimediali e progetti ambiziosi. In quasi tutti gli edifici si sono lasciate le alte finestre esposte tutte esposte a Nord, per garantire luce diffusa e costante tale da favorire il lavoro degli artisti. Non sono state smantellate le gigantesche statue che celebrano il periodo d’oro comunista degli anni 50, raffiguranti muscolosi operai e soldati dalla mascella squadrata che innalzano al cielo il famoso ‘libretto rosso’. Campeggiamo ancora all’interno delle sale gli slogan maoisti in vernice rossa.

Ucca‘ è la galleria più prestigiosa, che vanta anche un negozio di abiti, oggetti, pezzi di arredamento e una piccola sala cinematografica che proietta film tutti i giorni. All’ingresso tre giganteschi lucertoloni rossi in gabbia non passano inosservati. Mostre di prim’ordine anche alla ‘Pace’ o negli spazi magnificamente ampi di ‘Btap’; visita d’obbligo alla ‘Galleria continua’, al di sotto di un’imponente ciminiera di mattoni.

Il Tempio dei Lama

Lo Yonghe Gong è un monastero buddhista cinese situato a Pechino. Esso fu costruito nel 1694 per ordine dell’imperatore Kangxi, come testimonianza della devozione tipica della sua Casa per il Buddhismo tibetano, e dell’attenzione che il Celeste Impero nutriva per il Tibet, da poco incorporato nella sua signoria, e per i mongoli, anch’essi seguaci dei lama.

La composizione del convento rispecchia il rapporto tra il lamaismo tibetano e mongolo e la cultura cinese: l’architettura è in stile cinese, l’arredamento è misto e le iscrizioni in quattro lingue, ossia cinese, mongolo, tibetano e mancese.

Lo Yonghe Gong comprende cinque cortili su cui si affacciano svariati edifici. Il Palazzo delle Diecimila Felicità è la più grande costruzione del convento, e si trova nell’ultimo cortile. Esso custodisce una statua lignea di Maitreya, alta ventisei metri di cui otto sotto terra, e intagliata in un unico tronco di sandalo.

Nel 1732 l’imperatore Yongzheng dono la sua residenza ai monaci lamaisti in modo che quest’ultimi ne facessero un tempio. L’opera fu donata dal VII Dalai Lama all’imperatore Qianlong in segno di ringraziamento per il sostegno fornito nella repressione di una rivolta in Tibet.

Sempre nell’ultimo cortile, nella sala orientale, vi è la scultura di un Buddha predicante con i discepoli Ānanda e Kasyapa, finemente scolpiti in legno di sandalo. Negli edifici laterali sono custoditi altri tesori, tra cui spicca uno scrigno di prezioso nanmu.

Lo Yonghe Gong fu per lungo tempo il più grande e influente monastero di Pechino, e tuttora una delle sue principali attrattive turistiche. Oggi è ancora abitato dai monaci.

 

Il Mercato Pan Jia Yuan

Una delle esperienze che rendono un viaggio a Pechino indimenticabile resta sempre una passeggiata nei mercati all’aperto o nei grandi magazzini “alla cinese”. Il mercato di Panjiayuan e la strada Liulichang, tra gli Hutong, sono due delle zone commerciali dove potrete acquistare antiquariato e prodotti come cloisonné, sculture, giada, perle d’acqua dolce e cimeli della rivoluzione.

 

Il Palazzo d’Estate

Il Palazzo d’Estate è un parco di Pechino. È dominato dalla Collina della Longevità e dal lago Kunming. Esso si estende su di una superficie di 2,9 chilometri quadrati, dei quali il 75% è rappresentato da acqua. Nei 70.000 metri quadrati in cui è costruito il complesso di edifici si trovano una notevole varietà di palazzi, giardini ed altre strutture architettoniche.

Quando nel 1750 l’imperatore Qianlong iniziò l’allestimento del Palazzo d’Estate – che si aggiungeva al già esistente Antico Palazzo d’Estate – era conosciuto col nome di Giardino dei chiari gorgoglii. Gli artigiani riprodussero lo stile architettonico di diversi palazzi sparsi per tutta la Cina, mentre il lago Kunming venne creato estendendo uno stagno preesistente per farlo assomigliare al famoso Lago di Hangzhou.

Esso fu la residenza estiva dell’imperatrice Vedova Cixi che dirottò 30 milioni di tael d’argento (più di 900 tonnellate, originariamente destinati alla flotta dell’esercito imperiale) per la ricostruzione e l’allargamento del Palazzo.

Nel 1998 il Palazzo d’Estate venne incluso nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Perchè scegliere noi

• L’intero corso delle lezioni sarà effettuato dagli insegnanti specializzati nell’insegnamento della Lingua Cinese per stranieri del prestigioso Istituto di Pechino
• Ai ragazzi verrà consegnato materiale didattico che potranno utilizzare a casa e che è stato appositamente creato per loro
• L’Istituto rilascerà ai partecipanti un attestato ufficiale con valutazione che potrà, eventualmente, essere utilizzato dai ragazzi per una eventuale richiesta di riconoscimento crediti al proprio Istituto di provenienza
• Le guide cinesi sono tutte certificate dagli enti competenti della Repubblica Popolare Cinese

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